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Pubblicata il 12/02/2007
L’esistenza è come una rosa recisa,
va conservata con cura perché viva a lungo.
La mia rosa l’ho trascurata.
I suoi petali ora marciscono ai miei piedi,
il gambo è avvizzito ma le spine…
Le spine sono ancora più dure,
come unghie graffiano la mia bianca pelle.
Non sento dolore, però.
Il dolore è il lusso di chi vive,
e io sono un fantasma.
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bella perche' l'hai messa fra le cazzate?.ciao

il 12/02/2007 alle 07:25

Perchè dal punto di vista stilistico e dei contenuti non è molto "impegnata".
Grazie
saffo

il 12/02/2007 alle 13:17

Arzigogolata ma bella nel suo insieme molto sofferto.
Piaciuta.
N.

il 12/02/2007 alle 22:42

Grazie, non mi piace la forma con cui ho reso il mio pensiero (motivo per cui l'ho inserita fra le cazzate) però stavolta volevo dare spazio all'emozione.
saffo

il 13/02/2007 alle 10:33

Appunto l'apatia e l'insofferenza sono i sintomi più evidenti del disagio interiore ma la gente non lo capisce.
saffo

il 13/02/2007 alle 10:34

Lasciano una ferita è certo ma a volte si sanguina ma non si sente più il male.saffo

il 13/02/2007 alle 10:35

bella la chiusa, molto veritiera
benvenuta
Lù

il 13/02/2007 alle 12:01

Grazie.
SAffo

il 14/02/2007 alle 09:07

è una sofferenza infatti che non augurerei a nessuno.
Grazie. saffo.

il 14/02/2007 alle 09:08

Grazie, ci tenevo che suonasse vera e impregnata di emozione.
saffo

il 14/02/2007 alle 09:09

Vero.
Però cosi come gli amanti egoisticamente si ritengono gli unici ad amare bene e molto,
cosi chi soffre per amore si sente solo a provare questo grande dolore.
saffo

il 15/02/2007 alle 20:13