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Pubblicata il 09/02/2007
Oltre le lenti dei tuoi neri occhiali
gli occhi tuoi vedo d’una tinta fosca
e le tue palpebre sinuosa cali
e mi par quasi ch’io non ti conosca
mentre distratta colle mani il mento

lisci pensosa. Fermo il movimento
delle tue lunghe gambe accavallate
e delle gote il tremolare lento
e dei capelli al vento le ballate
e il mio silenzio che ti guarda scuro

questuando un gesto di giustizia puro.
Taci perché pensi e sei più forte.
Sembra la Luna un lume di carburo
intermittente tra le nubi assorte,
mentre ti tinge di pallor la fronte,

a carezzar la groppa al quieto monte
alto, solenne anch’esso pure nero
del nero che s’addice all’Acheronte.
Nero stillante dal tuo abbraccio fiero
forte sicuro e certo sempiterno

e teco io verrò giù nell’inferno.
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molto bella ,bravo.ciao

il 09/02/2007 alle 22:37

...finalmente qualcosa che somiglia decisamente ad una poesia.....dopo le tante ...troppe sciocchezze che fin ora (seppur da poco) mi è capitato di leggere......
bella....
pensata..
musicale....
come un'onda che cresce piano fino a farsi cavollone.......

il 10/02/2007 alle 11:41

intensa , accattivante, tutta da gustare , bravo Marco .ti abbraccio veronica.

il 11/02/2007 alle 01:09