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Pubblicata il 03/02/2007
Il mio pensier si leva al glauco cielo
onde riveggo ognor le tue fattezze
e un po’ per gioco tra le nubi grezze
reimmagino tue forme sotto al velo

che al corpo tuo scultoreo parallelo
discende in ver con tutte le accortezze
scoprendo le pudiche tue bellezze
cui sempre per me solo tanto anelo.

Come nel campo sta morta la paglia
taccion le mie parole sul tuo seno
che l’amor mio con moto lesto spaglia;

e tu infierisci invece col bareno
e l’apatia che t’abita si scaglia
su questo pover’ uomo senza freno.
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