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Pubblicata il 29/01/2007

Profondamente…
molto profondamente
risuona l’eco
e troppo facilmente
il cavalluccio marino
stacca la fragile squama
con l’unghia curiosa.
Filamenti d’acqua pura
rendono capolinea ogni strada
e nel lamentoso ventre salato
un caotico rollio gravido
sfarfarfalla
dentro anfore perfette.
Le mie ossa si schiudono
-bianche conchiglie morte-
senza luce né sole
come dolorosi richiami
minacciano di risuonare,
per sempre.


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