In luogo
Delle tue calde labbra
Conservo doni
Ammucchiati
Come foglie umide
Posate sulla neve
Di un seno candido.
Surrogati, sostituti
Oggetti infine
Da te nominati
A vegliarmi
Purché restassi lontano.
Un angelo
Relegato a portinaio
Un profumo
Che simula
La tua presenza.
Oggetti, infine
Pettinati dalla sabbia
Dei tuoi ricordi,
fiori adolescenti
in luogo di notti
deputate
alla profonda conoscenza
allo scambio di umori.
Non è neppure
Amore liquido
È un processo,
alla sbarra la mia fragilità
e la tua pelle
che si corrugava
sotto il peso
della paura
di restare innamorata.
A tratti
Lasci risuonare
L’eco flebile
Di campanelli d’argento
Fasciati d’ovatta rosa,
avendo cura
ch’io sia poco lucido
e col cuore
intimamente offeso
torni al tuo principe
che ha coda di ratto:
even beauty gets old.