Manchi,
una danza di rami
a contemplarne il senso,
inciampo tra i fiori e mi aggrappo al silenzio,
da lì mi estendo
cupa e infinita sui pallidi viali.
A fianco dei portici
come ogni notte è risorta la luna,
flebile, morbida,
un piccolo feto che succhia
il mio tempo, a tiepide labbra
violandone il senso,
è morto un amore.