Come ciliegio io nacqui robusto,
cinto di fiori bianchi,
sporchi del roseo candore del sole;
giocavo con le donne
abbracciate ai nodi del mio ramo
come avide formiche;
e danzarono su me noncuranti
dei vividi germogli
e la neve rosso cupo non nacque,
non mi mostrai attento.
Quando fui neve, piansi, osservando,
la vita che scorreva
al di sotto delle pallide spore
adorne della sete,
che una bimba impara ad amare
quando si sente donna;
e caddi, libero dalla passione,
sulle strade deserte,
i mille amori nati dall’alto,
me li scordai morendo.
Come un poeta, mi dissi: impara!
L’animo benevolo
d’uno sguardo non ancora sbocciato,
annega, nelle stille,
delle parole non ancora dette,
bacia il profumo,
di una pelle viva e straniera;
ma io desideravo,
sessualmente, di una rossa volpe,
che amasse i miei scritti!
E non mi concentrai sulle parole,
e non gli diedi vita!