Libidineschi sorrisi di grotte porpuree;
eccomi, vostro angelo devoto
placare la vostra fame di grazia,
la vostra sete infinita di sangue:
dolce giogo degli orpelli al rogo.
Ho voltato; sospiro, sospeso,
viro e poi disteso, lungo questo
dolce corpo fatato.
Occhi pieni di di devozione,
i loro generi, di lingue seducenti;
Labbra piene di sospiri rubati,
le loro infamie, d'angeli cadenti.
ed ora...
nuovamente ancora...
sangue che mormora...
nuovamente ancora...
dolce il suo dorriso decapitato.