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Pubblicata il 15/10/2006
Ho un collo di volpe appassito sulle spalle,
e l'anima in bocca
che rompe a morsi le scarpe di gomma
per avere qualcosa da masticare.

E' un tempo di venti glaciali,
cerco parole per chi le soffre
per mangiarmi anni crudi
che hai chiuso dentro le porte del sonno
perchè io le abbattessi con forza
cercando la verità suicida:

sono il nulla senza padroni di una capitale africana.
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Lirica nata da una forte sofferenza dell'animo, resa vibrante dall'incisiva chiusa.
Un caro saluto, mati.

il 15/10/2006 alle 12:10

Eh si, la sofferenza c'è proprio tutta mati, la chiusa è portatrice di globalizzazione del dolore. Ti ringrazio, un abbraccio

Donatella

il 15/10/2006 alle 19:32

Per quanto sia triste è una stupenda poesia!

il 16/10/2006 alle 13:56

ciao dolce... grazie, felice ti sia piaciuta. La tristezza è di casa nei miei componimenti per quanto nella quotidinianità io ami la vita e piaceri che essa offre... c'è sempre un dritto e un rovescio della medaglia no? Sapere qual'è il dritto è il problema;-))) Ti abbraccio

Donatella

il 16/10/2006 alle 21:45

Carissima Donatella, io sono esattamente come te!
Triste nei miei componimenti, ma felicissima dei doni che mi porge la vita!
Un abbraccio e ancora complimenti per la tua splendida poesia!

il 18/10/2006 alle 10:15