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Pubblicata il 17/09/2006
Appena sotto il cielo
in verdissima fila
sembrano i pini
al variar dei giorni,
ora per contrasto
forarlo come lance tese,
ora per armonica fusione
fondersi e confondersi con esso.
A lato il monastero grigio
dei camaldolesi vuotato,
adesso finalmente eremita
solo con se stesso.
Lo separa dal verde più in basso
un dirupo maculato e rossastro
a tratti striato come smeraldo.
Più a valle il monte si fa colle
e tutto intorno ora
prende voce e contorno.
Le case nuove abbracciate,
i casolari antichi e solitari,
sparsi come vecchi canuti
ad aspettar che il tempo li consumi.
Ovunque poi il si apre
verde e bizzarro
come un ricamato ventaglio.
Altrove si fa lingua sottile
tra una villa e una chiesa.
Poi in dolce silenzio s'immerge
a San Vigilio quieto nel lago.
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....E qualcuno sulla riva del lago guarda in su a mirar gli storni.Complimenti ALCIDE! Dipingi bene con le poesie!Ciao

il 17/09/2006 alle 22:10

Grazie BIBAMUS per la sosta e per l'apprezzato
commento! Ciao, alcide.

il 17/09/2006 alle 22:19

Felici pennellate di verde, di antiche mura, di silenzi, di acqua e di sussurri.
Un quadro d'insieme rasserenante, grazie, mati.

il 18/09/2006 alle 11:47

La rocca, il golfo che da Garda porta al piccolo
porto di S. Vigilio, sono davvero posti da sogno..
Naturale sognatrice la tua sosta..
Grazie a te anima gentile.
Ciao, alcide.

il 18/09/2006 alle 20:06