PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 09/09/2006
Sono stanco
Di guardare il mondo
Gli altri, le cose,
Dal buco della serratura
Come volgare voyeur dell’esistenza
Quasi che la vita non m’appartenga.
Basta
Con l’origliare dietro i muri
Di confine
Con quel che resta oltre me
E sentire parole dolci e d’amore
Sussurrate in lontananza!
Sentore di vita che avvizzisce!
Como te pasa, Muerte?
Cercare, allora, una solitudine ancora più insolita:
Per sperdermi totalmente
Nell’immensità del nulla
Del vuoto e del silenzio
Conclusivo.
Smettiamola con gli interrogativi
Idioti
Sul perché la vita sia andata così.
Monta la rabbia suprema
Quando sento parlare di felice serenità
O di una normale vita dove incontri un altro, anche per casa.
Ci si abitua a vivere al di là del branco.
Ma ogni tanto
Cristo!
Ti vien voglia di mangiare un osso
In un piatto d’argento
Servito nella tua cuccia
Ricevendo una carezza!
Ma forse è quello che altri chiamano
Paradiso.
Che può attendermi, per ora.
Gusto le fiamme atroci
D’una esistenza blasfema e solitaria
Dove diventa concerto
Il mio ululare a una Luna Piena di settembre, in perigeo!
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Spero tu lo accetti come un sincero complimento, ma ti trovo un abile trasformista, sarà la luna in questo momento di massimo splendore, sarà un po' la licantropia che c'è un po' in ognuno di noi, la noia, le incazzuture varie e chi più ne ha più ne metta. Sintesi: sei la voce "aspra" che va oltre le banalità e lo scontato.
Un grande plauso da
Cesarorso

il 10/09/2006 alle 09:34

Carissimo Cesare Ti ringrazio per il commento e i complimenti.
Non sono un abile trasformista, però; avverto diversi stati del mio essere e il sabato (hai letto la mia "Quelli che il sabato"?), che abitualmente trascorro in grande solitudine, mi porta ad amare riflessioni ontologiche (mie e personalissime).
La combinazione che qualche giorno fa c'era la Luna piena in apogeo, un po' di febbre, tanta malinconia...una miscela esplosiva che ha fatto bum! nella mia mente, nel mio cuore, nel mio voler scrivere.
Un grande abbraccio e una serena domenica.
Er

il 10/09/2006 alle 09:40

Che può attendermi, per ora.
Gusto le fiamme atroci
D’una esistenza blasfema e solitaria
Dove diventa concerto
Il mio ululare a una Luna Piena di settembre, in perigeo!"
Ernesto..ora diventi anche licantropo?..dai amico mio se il problema è mancanza di dialogo..prendi il telefono e telefona a chi ritieni degno di stima ed amicizia.Vedrai che la comunicazione serve,e come?...Ti abbraccio con affetto Dora

il 10/09/2006 alle 16:52

Eccoti, poeta, nelllo stato d'animo più nudo e vulnerabile
a guardarti attorno ed a non vedere che ombre allungate
a centellinare dubbi ed assenze ed a impoverire l'assurdo coraggio di sentire ed essere così posto dal tuo essere stesso al di la del branco, senza padrone e ciottole stracolme. E la luna compie iò sortilegio irsuto il pelo affilate le zanne e artigli e occhi da fiera ...
ed una scheggia di specchio, a rendere la pena ancora più grande.. Nessun conforto per questa nostra progenie. solo forre e spelonche e rincorse alla luna.
Sergio

il 10/09/2006 alle 17:08

Non è così semplice, Dora. Non ho bisogno di un "telefono amico" nè di un "telefono casa".
La solitudine porta a disperarsi di fronte alla Natura Naturata (la Luna) ma non perchè (sono) affetto da licantropia (che è una forma esasperata di schizofrenia).
Uno status dell'animo e del profondo che induce alla solitudine ed a un rapportarsi alle cose, agli altri, alla Divinità, in modo diverso.
L'inferno e il paradiso non esistono (lo sanno bene i preti); sono stati dell'animo in quiete mortale.
Il mio ululato è un concerto di strumenti mossi dal monocorde pitagorico.
Grazie e un bacio
Er

il 10/09/2006 alle 19:34

Grazie, caro Sergio del commento che apprezzo e condivido.
Hai perfettamente ragione quando dici che l'essere si trova, a volte, da solo, al di là del branco (a proprosito, la sia la evoluzione/incarnazione del lupo in uomo?) ad affrontare prove difficili, dure, controversie in solitudine magica.
Il coraggio non deve mancare (sono di stirpe guerriera), lo so; ma, a volte, ogni tanto (come dicevo in un'altra mia poesia di qualche tempo fa), l'umanità, con le sue debolezze, prende il sopravvento e mi chiedo, ciedo un semplice gesto per riconciliarmi col mondo. Ma questo non avviene!
Il ritprnare in me stesso, fiera solitaria e cacciatrice, mi porta a ululare alla Luna Piena (in perigeo!), emblema di Gea riflessa, della Natura Naturata che, al comìntempo, generatrice/generante! E intono un concerto a Mia Madre che ha voluto percorressi gli inferi prima, si psera, di raggiungere mete più vicine al cielo azzurro di un settembre nel mondo.
Lo specchio! Grande il tuo richiamo a qualcosa che veniva ritenuto diabolico perchè rispecchia il nostro essere mortale e non quale che è in-tus!
Un commento che mi ha fatto ritornare in mente il Ritratto di Dorian Gray che, in fondo, è la semplice storaia di ognuno di noi sol che ripponga in un luogo nascosto il proprio autoritratto e viva una esistenza malvagia. Ma non me la sento. Qui la mia debolezza!
Umano, troppo umano...
Ti ringrazio di tutto.
Er

il 10/09/2006 alle 19:46

L'anima, spesso, si deforma per le insidiose strette della realtà, e sente con urgenza il bisogno di gridare lo sconforto e il senso di solitudine.
Ottima referente è la luna che comprende tutto di noi.
Essa talvolta ammicca, ma per lo più ci degna di un sorriso amaro.
Il tuo lirico sfogo arriva come sempre nella sua profondità.
Un abbraccio, mati.

il 10/09/2006 alle 21:58

Grazie, cara Mati, per aver compreso un aseptto della mia riflessione in versi.
La solitudine...non è facile compagna di vita. Anzi! Appare quella dalla quale ci si vorrebbe subito...separarsi...divorziare! Ma è inutile. Ti è attaccata addosso, è incollata ala tua anima!
Un abbraccio grande.
Er

il 10/09/2006 alle 22:52

Cra Sera...mi basta e sono contento!
A volte...ritorna...la malinconia!
Un bacione e una buona giornata
Er

il 11/09/2006 alle 07:10

spunta la luna dal monte,ed il suo chiarore fa male alle pieghe dell'anima gualcite...allora si alza nella notte il canto dell'amico poeta,che duole ma che in alto sale,a ricercar le stelle
che la prossima notte ti sia più dolce Er

il 11/09/2006 alle 17:41

Un augurio che accetto, dolce LL. Bentornata e grazie del bellissimo commento!
La solitudine...aggrinzisce l'anima!
Er

il 11/09/2006 alle 18:49