Era bello rifugiarsi la notte
al pianobar, Negroni in una mano
sigaretta nell’altra.
Poi scendevi dall’alto sgabello
del bar avvicinandoti al pianoforte
sui cui il pianista , mani molto belle,
suonava pigramente una melodia in voga.
Rasserenata dall’alcool andavi
a richiedere una canzone
che riportava alla mente momenti speciali,
ti giungeva al cuore come cadenzata
per terminare la sua corsa sulla roccia
di frammenti dei ricordi.....
Come per rassicurarti di non far
seguire ad una notte ventosa
un altro piovoso mattino, ordinavi
un altro Negroni che, in quel bicchiere
così grande,sembrava dare più euforia.
Tempo da perdere ed ebbrezza, e se
parlandoti un amico a te non andava,
potevi anche non rispondere, avrebbe compreso.
Un acquario dove non provavi timore
ma solo amicizia, intimità e buona musica.
Ora ,invece, vagabondo col pensiero
componendo qualche verso, forse sciocco
ed inutile, ma nel cuore non sono mutata.
Come turbinosa cavalleria ancora
prendo slancio verso una nuova strada
ritagliandomi spazio
tra paure indefinite.