Porto caramelle alle puttane
per sciacquarsi la bocca d'innocenza
mentre tra le cosce gocciola fiele
ad avvelenare bocche defunte.
Quante volte ti vidi in fasce
a tessere trame di lenzuola forestiere
con le gambe sempre più corte.
E ora sei, e ora sai.
Ma scacci come fanno le bestie alle mosche
e poco importa se ce n'è una bianca
- il fastidio non ha colore -.
Resta il vanto di genitali mai rivisti a settembre
a coprire mani che sanno di placenta svergognata.
Un parto di troppo.
E ci si ritrova tutti qui
a festeggiare gli anni denunciati allo smarrimento
ma il telefono non suona mai.
E qualcun'altro gode.