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Pubblicata il 19/08/2006
Infilo l'ago nelle radici erratiche dei faggi,
punto dopo punto arrivo sottoterra
e trovo il primo mattino libero
d'ammiraglie rosse e cavolaie

ma se in questa mattina non vieni
la finestra s'orlerà di nero,

finirò nelle terre più lontane
spaccando tutte le seggiole
che un uomo non sa raccogliere
una donna che muore seduta.

(le mie ossa femorali intatte alle tue
urlano lo spreco della scintilla... Dio voglia
non traspaia quanto ti amo... )

sono qua che muto pelle e vita
in successione di una cosa che segue l'altra
correndo incontro alle parole.
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...E' così carica di passione...una passione in cui senti la linfa scorrere nelle radici...una passione di terra, lacrime e sangue.
Ciao,
Daniela

il 19/08/2006 alle 14:47

Si, Daniela, l'intento del brano è espandere la passione fino alle radici... felice tu abbia recepito l'infelicità (terra, lacrime e sangue) ma solo chi sa amare veramente può "intuire". Ti ringrazio, un abbraccio

Donatella

il 19/08/2006 alle 16:43

SE IO TI SENTO E' PER TUTTO QUESTO CHE HA SENTORE DI ROSA, PASSIONE DEL AMRE. VIVA LA POESIA E IL TUO DEGNO SENTIMENTO. GIùGIù TI AMO E TI SALUTO COL CUORE.

il 20/08/2006 alle 21:08

ti amo anch'io, mio caro giù giù. sono anni ormai che magnifichi la mia scrittura, come potrei non amarti? ;-) Ti abbraccio, grazie, grazie di cuore

Donatella

il 23/08/2006 alle 19:30