Tra i sassi un sospiro…
Mi capita di incontrare
tra rami spezzati dal vento
e sassi nascosti tra l’erba,
un respiro lieve,
un sospiro sommesso.
Mi capita di fermarmi un attimo
ascoltare un brivido calmo,
e avvertire che c’è vita lì dentro.
Poi riprendo il cammino turbata
e intuisco di non essere sola.
Mi capita di conoscere, di certo,
che i secoli non sono trascorsi,
la prospettiva certo è cambiata,
ma non il senso di vita…
cambiato è il sipario,
ma non gli attori…
…un po’ come sentirsi eterni,
cambiata la scena incarniamo
la nostra nuova commedia.
Tra questi sassi ascolto le voci:
le grida di bimbi
che rincorrono le loro grida
o il silenzio dei soldati nascosti
alle barbarie di guerre create,
volute apposta per questi luoghi
che ben si prestano alla morte
e… quella vite rossa
dai grappoli neri
è la stessa vite di ieri.
Estende
lo stesso senso d’ebbrezza
al desco di questa casa,
al calore di un fuoco acceso,
al sudore sensuale di una donna,
al suo sorriso
quando dispensa il cibo
alle bocche spalancate degli uomini
o dei bimbi…
quando offre il suo seno
all’ultimo nato…
o una carezza languida al suo uomo
tornato da chissà quale guerra
o da chissà quale stato…
Nomade o stanziale,
per lei è sempre tutto uguale,
sempre e solamente “attesa”