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Pubblicata il 08/08/2006
Scendono ad ombrello
Le piogge acide e toccano,
Mettono al riparo le begonie
Non crescono, più
Ma non importa, tanto il mondo
È grande
E acida la sua follia
Nella corsa alla fame di giunchi morti
Predisposte in bare leggere
Ove ogni culla è l’essere
Naturale delle fosse marine
Scendono ad ombrello
Le parole, fiumi di bolle che gonfiano
Le pance vuote
Le pance piene, di aria compressa
Mettono al riparo i poteri
Di ciascuno
Ed ogni orto muore
Ridendo dell’umana follia
Scrizofeniche zucche, piene di semi
Che scoppiano calpestate dagli infanti
Saziano di pasticche il futuro, giorni di pietà
E’ grande
E acida la sua follia
Mentre ad ombrello scende
La pioggia acida e mette al riparo
L’organo spermatico deformato dai raggi radioattivi
Tante teste di cazzo nasceranno, un giorno a soppiantare
Ogive membriche piantate con la testa in su
A riguardare l’arrivo della fine
E presto rideremo, presto rideremo, isterici
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Arguta denuncia sulle cazzate umane.COMPLIMENTI!!

il 09/08/2006 alle 08:08

Bella e più che dovuta la tua provocazione.
5 stelle.

il 09/08/2006 alle 14:58

Spesso la tua voce diviene un urlo!
Speriamo, in futuro, di poter abbozzare appena un sorriso, mati.

il 09/08/2006 alle 15:39