PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/07/2006
Rastrello la terra secca
Intorno a me
In me
Con mani abbrustolite dal Sole
Dell’inquietudine
Quella perversa e solitaria
Di chi trascorra
Da solo e da sempre
Ore dense
D’altrui vitalità.
Mi scavo la fossa,
Come hobby;
Serve sempre!
Ai piedi d’un secolare ulivo
Spiriforme e possente
Laocoontiano
Con la chioma verde verso l’azzurro
Con i tronchi protesi a districar serpi
Ad allontanare dalla fronte incubi e fantasmi
Quasi che Dio l’avesse voluto strappare dalla terra
Per volerlo accanto a sé
A celebrar manifestamente
Riti pagani in dovuta adorazione di Sé,
Lontano, finalmente, dall’alloro menagramo e classico!
E i nodosi ceppi
M’intrappoleranno per bene
Facendomi veste lignea estiva
Panama fresco per l’infernal clima che m’attende
Laggiù
Quassù
Qua.
Arida è la terra
E la irroro di cordiale mio
Per inumidirla
Ammansirla
E l’annaffio di lacrime copiose
Quelle che mi sono rimaste
Per farmi piccola aiuola intorno.
Sarà divertente veder crescere le proprie piante
Dalla parte delle radici!
Questo l’unico mutamento:
Il silenzio intorno e interno
L’assenza di voci umane
Un segno di pietas
Sono solo nei miei ricordi;
Ma anche loro
Piano, piano
Si stanno essiccando:
Arida…mente
Mutandosi in semi per nuvole.
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Bella,intensa,arida...mente
non trova linfa vitale
per cercare nuovi percorsi.
Sta solamente in noi a
rivitalizzare il solco
della fonte per alimentare
con scrosci d'acqua
sedimentosi detriti
che vanno spazzati via!.
Solo questo posso dirti amico mio.
Non lasciarti andare!
Ti abbraccio Ernesto.
"Tiauguro Buona domenica! Dora

il 30/07/2006 alle 11:01

Grazie, cara Dora del bellissimo commento!
La domenica, come il sabato, sono giorni difficili da trascorrere in compagnia del proprio Sè.
Un pensiero tira l'altro, come amare ciliege selvatiche...
Una buona domenica anche a Te e un sorriso con un bacio
Er

il 30/07/2006 alle 11:08

Un velo di triste malinconia s'adagia leggero sui tuoi versi, quasi a nascondere con pudore ciò che si agita dentro di te.
Gli accostamenti tra le radici dell'anima e quelli della terra sono resi vivi da passaggi di grande intensità poetica.
Sei un grande poeta, serena domenica, mati.

il 30/07/2006 alle 11:32

Grazie del commento e dei complimenti immeritati.
Uno sfogo, con parole, di quel che provo,oggi.
Un caro saluto e una serena domenica
Er

il 30/07/2006 alle 18:04

Caro Er
impossibile rimanere staccati e obiettivi leggendo questo requiem un poco pagano e molto umano e fiero e fin anche coraggioso ad affrontare da solo con l'operato e le omissioni sue ogni giudizio umano o trascendente, coraggio delle proprie lacrime e della propria semenza sparsa copiosa come polline fertile in questi ed in altri tuoi versi.
Con ammirazione
Sergio

il 30/07/2006 alle 22:53

Caro Max, grazie del commento "accorato e sentito", partecipato.
L'aridità sopraggiunge quando l'elemento liuido si ritira, quando l'amore, appunto, non c'è.
Un abbraccio
Er

il 31/07/2006 alle 05:50

Caro Sergio, mattiniero come me..., ti ringrazio particolarmente per il tuo commento che,come sempre, appare approfondito e centrato.
Un momento di solitudine grande (il sabato e la domenica o il periodo estivo aggrava il tutto) nel quale riflettere su cosa riservi il futuro se non, appunto, scavarsi una fossa gettando ntorno ancora quello che resta di umanità.
E sperando che i sogni migrino a fecondare le nuvole per donarli a chi può non avevrne o, peggio, non averne avuti mai.
Un abbraccio
Er

il 31/07/2006 alle 05:56

Cupa, sembra favola, ma rinchiude in se grandi verità! L'inferno lo stiamo già vivendo...?
P.S. La tua poesia è sublime...

il 31/07/2006 alle 14:32

Grazie e benvenuto/a alle mie poesie.
L'inferno è qui,ovviamente, come tutto ilresto; è qui, in noi, negli altri.
La morte è una tregua...
Grazie per il complimento e a presto.
N.

il 31/07/2006 alle 15:52

Nonostante le immagini che rimandano a scenari aridi e dolenti, paradossalmente la tua lirica e piena di vita, con quelle lacrime che annaffiano una piccola aiuola e testimoniano il vigore di un cuore vivo e colmo ancora di tanto amore. Bella lirica. Ciao. Marina

il 31/07/2006 alle 18:54

Grazie, Marina, per aver colto un rantolo di vita in una esistenza molto solitaria e sofferente: quella dalla quale scaturiscono le lacrime. Del resto, l'ultimo verso testimonia la tua brilante intuizione sullo spirito dei versi...
Un caro saluto
Er

il 31/07/2006 alle 23:48

Davvero consideri la morte come una tregua...?
Spero che non sia proprio così...
Un bacio e ancora complimenti!
Samantha

il 01/08/2006 alle 14:06

Certo! Un momento di transizione tra diverse esistenze.
Grazie e un bacio anche a te!
Er

il 01/08/2006 alle 16:49

Punti di vista... a quanto pare, il tuo è più sereno del mio...
Buona giornata! ;)
Samy

il 02/08/2006 alle 10:38