PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 24/07/2006
Capisco ora soltanto
la pena di Ulisse,
il non ritorno
e le attese,
l'agognata meta
verso cio' che ormai
non e' piu'
ma solo appare.

Ora capisco,
soltanto adesso,
che camminare ci pesa,
perche' tra le facce
che sembrano isole
circumnavighiamo il freddo,
legati all'albero maestro
della scelta del meno peggio
del male minore,
navighiamo in branchi,
disperatamente soli.

Ora le sento
le sirene del vizio,
la Circe ammaliante
delle rampanti
inutili comodita',
Polifemo in prima visione,
l'Ade sui quotidiani,
con la cera dell'egoismo
per tapparci,
miserabili eroi al contrario,
la bocca ed il cuore.

Non riesco piu'ad ascoltare,
a casa non torno
oggi nessuno ha piu' tempo,
nessuno piu' tesse,
nessuno piu' aspetta.
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un bel viaggio nell'odissea del presente...ma non togliamoci la verdeggiante Itaca dei sogni, resteremo nudi e senza niente!

il 25/07/2006 alle 17:39