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Pubblicata il 21/07/2006
Tornato dal compleanno della cognatina,
un appening di parenti;
ci si ritrova a propagandarsi gli ultimi eventi:
la macchina usata, comprata, un’occasione;
la connessione che non va più,
il piccì non si accende nemmeno;
e, “Hai sentito?”, a quello gli è venuto un coccolone,
strano, macinava con la mountain bike,
chilometri e chilometri di frustrazione;
sua moglie non gliela dà da anni,
la figlia scopa con un commercialista;
razzista? Macchè, solo che lei è l’ultima della lista;
porca d’una miseria, vacca troia,
appena andato in pensione,
dopo anni di tribolazione,
a mandar giù rospi in ferrovia,
mandato a ‘fanculo il caporeparto,
finalmente faceva il “cazzo che voglio”,
per finta, naturalmente,
sempre meglio che niente…
In cielo passavano aeroplani,
lampeggiando, tra le costellazioni,
“Chi è rimasto senza?”
Io ho pensato subito a te, e invece si parlava del dolce,
del tiramisù, buono in effetti,
rotoletti, rotoletti, rotoletti…
A lei, ho pensato, quanto ci vorrà a mangiarla tutta?
Antipasto, primo, secondo e frutta;
Che cosa? Ma sì, tutta me la voglio mangiare, tutta.
Al pensiero, lo confesso, mi son ciucciato le dita,
leccati i baffi; prelibatezza e leccornia,
disperazione della vita mia.
Ho trangugiato ogni cosa di te, in questi giorni,
il poco che passava il convento, in effetti,
uno struscio, di gamba, di braccio,
intravedere ogni cosa di te sotto i vestiti che metti,
sempre facendo finta di niente – ci son riuscito? –
davvero? Son certo che menti.

Ma che vuoto, e paura quando ti han portata via…,
ecco, mi son detto, è finita la magia.
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piaciuta molto..ciao :)

il 21/07/2006 alle 11:52

Ciao.

il 21/07/2006 alle 23:47