PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 16/05/2002
*OUVERTURE*

Piombo e marmo fermati a riflettere

Forse!
Zagaglie sotterrate a vanga
Si faranno allegri spadaccini
Alle nostre inferriate

Forse!
Cappelli al passaggio scopriranno
I crani calvi e crudi usati
Come loro sostegno e carrello

Forse!
Vagando sconvolti tra pietre
Che stillano umori aromatici
Solleveremo le funebri frotte
Al loro volo

AL DIAVOLO!!!

Forse!
Forse!
Forse!

*L'APPESO*

(andante)

Come fai tutte le volte
Che il giorno si volge ai cieli
Vinto, a vederti in un armadio

Stante, immune ai secoli
Invidi il ghigno che si dice allo specchio
Invidi la scimmia fissata in soffitta
Che teme da dentro sé la fuga

Tu a tuo modo invitto
Pendoli, sganasci e inviti
Al soffio d'altri balli

Sul tuo volto, solo una ruga

Le sorti, forse, tu giudichi
Anche tu, relitto d'una festa?

Il tuo volto, una sola ruga


*DISOSSATO*

(lentissimo)

Strano
Sono solo davanti a un cancello
Di ferro che grida a guardarlo
Un ghigno si affaccia dal retro
Con un sorriso da rastrelliera

Agghiaccia le vene di nero
Sento l'aria immota nero-viola
Manichini di squarci e giunture
Gesso dilaniato su una catena che ride

Neve: sono scisso

Un bolo biancosferico mi aggrava la gola
Una chiave s'arrugginisce altrove

*IL GIARDINO*

(lento e ritmato)

Io sono il giardino

Hai visto tutto
I miei convulsi garofani
I miei sconvolti ruscelli

Io sono il giardino

Hai visto tutto
Le nere e rosse nudità interiori
Delle dimenticate camere

Io sono il giardino
Di cipressi e cappelliere

Io son l'anima dei fiori
Vedi il mio suolo pregnante
Ove moriranno rumbe

*CARCASSA*

(lento)

Turgido rigoglio
Rigogolo, che dirami le tue larve
In bruni mille rivoli

Orrenda bramosia di concretezza
T'incorpi in un una veste
Che svolazza alla viola del Gran Turco

Di strano ed atro olezzo
Fantasmagorico svelarsi di fior di bubboni

Sarai gesso, fitto balsamo e sapone
Tempo d'un giorno
Trapassato dall'alito degli Eoni

*IL RE DEL BALLO*

(allegro con brio)

E fosse, dicesti grave
Una marmaglia di cascamorti
A intonare il tuo ballo turco

Solenni dita di piano svettanti
Nell'alto asfittico, ganniscono
Immani il tuo ritmo

Cantano domani, che sarai domani?
Sarai tu l'essere che al suolo si sfalda

Solenni passi d'ebano immoti
Infitti là in basso, mormorano
Immane il tuo ritmo

E fosse, dicesti grave
Una marmaglia di cascamorti
A intonare il suo ballo turco

  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)