PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 20/06/2006
La quotidiana sopravivenza
In romitaggio barbaro e crudele
Amaro in gola e innaturale
Avviene, per me, attraverso una geppettizzazione
Lenta
Continua
Inesorabile
Del mio essere
Voluta da Te
E neppure apparentemente!
Con pareo di forme orgiastiche
Iconoclastiche per altri
Che ti disprezzano
Per mero spirito di sopravvivenza plastico.
E in certi momenti,
Credimi,
Colto da un amore parossistico di te/di me/di noi
Ambisco solo
Una falce tagliente
Che mi resechi il capo:
Per iniziare, finalmente, a vivere!
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quello che sembra presentarsi come un forte soffrire ...a volte è la panacea di ciò che volevamo finire

molto ben scritta ( tanto per cambiare )
:-))

il 20/06/2006 alle 15:39

Triste e cupa, ma di per sè bellissima!

il 20/06/2006 alle 15:41

Un momento di intensa solitudine oniricamente vissuta.
Tutto qui.
Anche se un po' di più...
Un bacio
Er

il 20/06/2006 alle 17:09

Triste, cupa, solitaria...ma con una esplosione di luce dal capo...
Grazie per la lettura e il commento
N.

il 20/06/2006 alle 17:11

Geppettizzandosi ....
Credimi,non è il caso di
resecarti il capo.
Io penso,che è solo la volontà
che ti manca per mettere fine
ai tuoi tormenti ...
Ernesto è tempo di crescere
Dalle esperienze ci si matura.
Devi iniziare finalmente ,a vivere!..
Bacioni Dora

il 21/06/2006 alle 13:10

Credo che tu sia al culmine di un percorso doloroso.
Ora dovrai ricominciare da zero, annullare la negatività di esperienze dure e approcciarti a quelle forme di vita che ti consentano di vedere un nuovo chiarore.
Il cerchio antico si chiude, ne ricomincia un altro e l'eterno ciclo esistenziale continua il suo misterioso corso.
Un caro saluto, mati.

il 21/06/2006 alle 16:43

Un fantasticare solitario con la mente...dando vita a burattini...
Sul crinale discendente della vita, mia cara, è difficile "iniziare"; occorre solo "proseguire".
Un bacione
Er

il 21/06/2006 alle 19:52

Una ottima analisie ti ringrazio.
Un caro saluto a Te
Er

il 21/06/2006 alle 19:53

mi piace solo il titolo.
perchè non lo so ma mi piace il titolo

il 21/06/2006 alle 20:19

Grazie.
Mi piace inventare neologismi.

il 21/06/2006 alle 20:39

Non mi piacciono caro Er questi tuoi versi, non per la loro sintassi o il lessico o la metrica o altro, non mi piace perchè l'odore che si respira ed il colore ed il suono che si avverte sospende senza appiglio sopra un precipizio la percezione del se, senza che l'Es muova un nulla per riunirvicisi(!?).
Sergio

il 21/06/2006 alle 20:45

Caro Sergio, al di là di neologismi più o meno simpatici e graditi...l'essenza della solitudine (mia) la sintetizzo in versi.
Hai ragione: l'atmosfera non è delle più belle, limpide, terse, serene.
Ma se lo fosse stata, avrei mai potuto concepire (e odiare) una solitudine solipsistica nella quale prevalga nettamente il Thanathos sull'Eros?
E se forma di Eros vi sia, possa aberrarsi in concepimento di burattini o pseudo dramma autoerotizzante, fine a se stesso, in totale annientamento, annihilimento del Sé (speculare a Es)?
Grazie per avermi dato modo di esporre il mio pensiero. Il tuo è stato davvero il miglior commento a una mia lirica di questi ultimi mesi in quanto hai colto il senso.
Er

il 21/06/2006 alle 20:54

come contradirti? mera verità.

il 11/06/2008 alle 21:07

Grazie. Ma analizza il titolo... A volte è quel che rimane a un uomo per ri-prodursi...

il 11/06/2008 alle 21:21

ri-prodursi? mi sembrava un'altra cosa....

il 11/06/2008 alle 21:33

ri-fletti...

il 12/06/2008 alle 07:01

ci siamo iscritti insieme, come ben sai

il 12/06/2008 alle 08:57

spiega...sai che sono tonna e capra al contempo.

il 12/06/2008 alle 09:06

Tocchetti di tonno in ragout di capra con tonnarelli come pasta...
Un piatto mare-monti...

il 12/06/2008 alle 09:16

il 12/06/2008 alle 15:03

il 12/06/2008 alle 21:39