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Pubblicata il 15/06/2006
Eri tu, Amorino mio...
Come quando, bambina cocciuta,
ti aggrappi al mio petto;
e stringerti fra le mie braccia
una scalfente morsa viperina,
d'oro sciupa il suo orpello giunidico.

Eri tu, Amorino mio...
Come quando, bambina scocciata,
usi la voce dei Titani per
gettarti alla conquista dell'Olimpo;
e prenderti fra le mie mani il volto,
fulgido sguardo bianco angelico,
lacrima scivola de le tue labbra avvolte.

Eri tu, Amorino mio...
Come quando, bambina immacolata,
nascondi il volto al sorriso innocente;
e sorriderti con i miei occhi in fuoco,
ardenti candori sensuali estrogeni,
d'Eros divampano, de l'Angelo in volo.
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