Ho scoperto di amare un rospo
un vero rospo che abita da cinque anni il mio giardino
Non ho conosciuto altri come lui
nessuno ho osservato con curiosa tenerezza
sgusciare da gelidi anfratti novembrini
Nessuno ho atteso di rivedere
tornare dal ghiaccio a primavera
spogliarsi del sarcofago metabolico
con tanta filosofica imperturbabilità
Amo questo imperscrutabile rospo
venuto da chissà dove nel mio giardino
per restare
per popolare i crepuscoli e le fresche albeggiate
godendo della rugiada
degli angoli umidi
dell’accogliente ombroso disordine
che ognono coltiva inconsapevole
dentro e fuori da sè
Nel mio
c’è un’algida nicchia
non saprei quanto lontana dal cuore
o vicinissima
che ospita questo amore possibile
questa tenerezza da sottovaso
Con discrezione indifferente
è entrato nella mia vita
offrendomi il freddo contatto della sua pelle rugosa
concesso con pudore fugace alla mia mano bagnata
Spero non si spaventi del mio affetto
spero che rimanga.