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Pubblicata il 30/05/2006
Nella fioca semioscurità
ventre accogliente e materno
di grotta profonda
cercavo segni remoti

Impronte di mani emergevano silenziose
da millenni addietro
a me rivolte
nel loro magico linguaggio d’ocra

Tracciate alla luce tremula di lumi
dall’acre odore di grasso animale
cantavano sommesse il canto
di un sodalizio antico tra uomo e terra

Generazioni si sono immerse nella grande madre
sfidandone il soprannaturale confine
cercando di sondarne l’insondabile oltre:
oltre la pietra, oltre la conoscenza

Al di là della propria capacità di capire
con i sensi tesi a raccogliere
una qualsiasi risposta
per dare sollievo alla sete dell’esistere

E d’istinto accarezzavo la nuda roccia
con pudore intimo e silenzioso
sfiorando con identico sgomento una remota mano
cristallizzata in un attimo senza tempo

Mi avrà sentito?
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le stracce del passato sono sempre così affascinanti e come tutte le cose che danno emozione ti fanno scoprire anche un po' di te stesso. Entrare in una frotta dipinta da mani antiche eppure sempre presenti, li puoi quasi sentire ridere e scherzare davanti al fuoco. C'è un lieve spessore in quei luoghi. A me piacerebbe visitare la grotta di Lascaux(si scrive così?) in francia, quella dalle pareti bianche. Ma come le grotte anche il nostro cuore conserva simili pitture solo che noi non sappiamo ancora interpretarle.

il 31/05/2006 alle 14:18

Si, è proprio così.
La grotta delle mani è a Gargas, sui Pirenei francesi, poco distante da un'altra grotta diversamente magica: Lourdes.

grazie per il commento

il 31/05/2006 alle 15:16

chi può dire che ciò che è chiaro sia scuro...e viceversa?
ma cercare di guardare nell'abisso è la forza della mente umana
molto piaciuta

il 01/06/2006 alle 11:31