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Pubblicata il 25/05/2006
Cera la luna a sfibrarmi i capelli
il sapore lento dei baci sul collo

e scendeva la pioggia
affogava il mio cuore
una fiamma d'amore che premeva e riempiva.

E il vento fischiava crudele
lasciava il freddo di fuori
le tue mani galleggiavano al tatto
componevano scie tra le pieghe di seta che offrivo.

Cera la luna a rischiararmi la pelle
quando attutivo i rimorsi
e sentivo la fame e la sete
catturavo la voglia
nei tuoni che squarciavano il buio.

Spartivo l'essenza dell'essere tua
ti cercavo dove non esiste il ricordo
e rimaneva solo l' amore
mani distratte accese e ferite.

Cera la luna nell'alba degli ultimi sogni
la pioggia che allargava percorsi
la sensazione di essere preda
e una tacita arresa.

Avrei voluto allungare i minuti
cullarmi al pensiero di una vita crudele
ma c'erano stelle vestite di nero
e una luna sbilenca che spiava dal cielo.
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usare la libertà di linguaggio come quella che usa fiordiloto penso sia una catarsi, un affinamento dell'anima, non suoni contraddittori. la voglia di volere, di pretendere dal proprio corpo e di dare con il proprio essere è cosa bella e pura se fatta con amore. con affetto franco

il 25/05/2006 alle 22:41

meravigliosa poesia d'amore , degna di una splendida rara orchidea nera

il 26/05/2006 alle 08:46

Di quella sensualità delicata che solo chi ha la poesia nell'amima sa descrivere.
Bellissima, ma non è una novità
Un abbraccio e un grrr..
Cesare

il 27/05/2006 alle 12:06