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Pubblicata il 19/05/2006
Il tafofobico è innecessario,
data la nostra predisposizione alla sepoltura;
la fossa è già pronta,
dall'utero al fondo il salto è breve;
troppo veloce,
non dà tempo al tempo;
il barbaglìo degli astri sospesi,
è solo un conforto,
ma chi propose segnali per l'aldilà
da modulare a scopo di ritrovo,
più smorto degli altri,
graffiò inutilmente lo smalto dei sarcofagi;
la sua parola corse sul filo orizzontale
che sconfonde terra e cielo,
dove uno sfolgorio d'angeli cola,
agli ultimi passi,
cede, al muto viaggio delle navette,
scopre, trasalente,
la serenità delle sfere.
Un piccolo diavolo,
corna spuntate e smarrito il forcone,
preda dell'homo (defensisi?),
mercè il suo savoir faire,
solleva dalla primordiale brodaglia
ammiccanti occhi di bragia.
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Oilà, cosa vedo? Mi si cita l'Arsenio!
Chapeau!

il 19/05/2006 alle 12:02