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Pubblicata il 10/05/2006
ero preso dal sonno, stavo
volando tra le soffici e
piacevoli nuvole dell’
incoscienza che lascia
una traccia,simile
ad una radiografia,
nel regno della coscienza.
ad un certo punto, forse
nel mentre che stavo
scalando fantastiche
dune fatte di pelle
di donna, o mentre
mi inebriavo del
profumo della passione
femminile, erano
le 6:30 di una notte
che non si ricordava
quando era cominciata
o di un mattino stanco
di ricominciare,
suona il telefono,
rispondo, senza la
congnizione del quando
e del dove, dall’
altra parte trovo un
amico, lontano,
che non vuole finire
la sua gloriosa notte, con
altri dieci eroici amici
e chissa’ quante chitarre
incredule, che mi
suona e canta le
nostre canzoni e le
canzoni che provengono
dagli abissi delle
6:30 del mattino.
cantiamo e brindiamo lontani,
e dopo tante canzoni
ci salutiamo. io
torno a dormire
il mio amorevole e
incantato sogno
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