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Pubblicata il 29/04/2006
Non dire che sono la tua sposa
che edera e sempre verdi
crescono a dismisura nell'umido
clima che non muta.

Non sono che umile anello
simulacro di fede, quasi
che il tuo mondo fosse cerchiato d'oro
a serrare il dito alla potenza di schiava.

Tornerò martello sull'incudine,
il mio cuore affonderà i suoi battiti
nella torbiera, le radici degli alberi
cingeranno le mie mani e là dove la terra
s'apre in due laverò l'onta nel mare:

- si è fatta male signora? -

- No, Signore, sono morta. -

Donatella
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Non so se considerarla tragica o ironica, ma capita spesso che l'orso s'ingarbuglia nel capire una poesia che lo appassiona.
un saluto
Cesarorso

il 29/04/2006 alle 18:16

La vita, a volte, è tragedia e ironia... mi pare che l'orso sia molto attento nella lettura, complimenti! ;-). Ti ringrazio, commento da dieci e lode. Un abbraccio

Donatella

il 29/04/2006 alle 21:24