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Pubblicata il 27/04/2006
"Ancora tu, come sempre,
Passerotta fuori gabbia,
Uccellino di bosco,
Che voli in punta d'ala,
Ogni volta che ti chiamo,
Quasi senza rumore,
Sul dorso della mia mano,
Per le poche briciole
Avanzate, al banchetto,
Mesto, del mio cuore.

Ancora tu, canarino,
Di tutti e di nessuno,
Sbuffo di piume
Che, gonfio il petto,
Spiega il suo canto
Al mio orecchio triste,
(che ti sente sempre,
e di più quando non ci sei),
Avido di ogni tuo frullo,
Di ogni tuo garrulo trillo.

Ancora tu, strega impenitente
Che ti guardo e m'incanto,
Che "m'illumino d'immenso";
Che inseguo nella notte,
Madido di pioggia, fradicio
Di sudore, come pazzo,
Ripensando al quattordici,
Te a cavalcioni, cuoricino,
Che vidi domare, quasi,
Il quasi indomabile Pierino."

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Immagini di lieve dolcezza tra pensieri che inseguono ricordi. Un rumore d'ali che segnala un volo.
ti leggo per la prima volta. Con stima e un sincero grazie franco

il 28/04/2006 alle 10:09

incantata dal tuo dolce scrivere in punta di penna metafore per nulla scontate!

il 29/04/2006 alle 15:19