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Pubblicata il 08/05/2002


Quarantacinque anni son passati
da quando mi lasciasti triste e sola
all’alba della vita
morendo d’un male che tanti falcia ancora

Rivedo i tuoi occhi bruni e vellutati
che mi guardan velati di mestizia
e ancor sento la tua cara mano
accarezzarmi il capo con dolcezza.

Che fai lassu’ con le tue mani belle?
ricami e fai merletti per adornar le stelle..
o quadri pitturi per nostro Signore
non certo insegni ai ciechi
a veder con le mani come facevi giu’

Quando son triste pensando mi consolo
che Iddio t’abbia voluto a se
perche’ eri tanto buona, laboriosa e pia,
quasi una santa
ed eri mamma mia.

(di F.Giustiniani, mia madre, che scrisse questa per la sua)
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Cara Betty, questa poesia è senza tempo e ben si adatta al cuore di tutti quelli che ricorda la loro madre scomparsa. Grazie!
Ciao
Axel

il 08/05/2002 alle 18:41

caro Fernando perche' tu chiedi? ma la mamma e' sempre la mamma.... purtroppo pero' lo capiamo quasi sempre troppo tardi..... ed e' anche per questo che ho scritto la mia poesia su Ombretta, mia figlia, non vorrei rimpiangesse troppo tardi questa rottura.....Grazie e un bacio Betty

il 11/05/2002 alle 00:13

Mentre la leggevo... un brivido mi ha percorso il corpo e non per il freddo! Non posso dir altro alla dolcezza di questo amore che é bella anche nella stesura del testo. Dono un bacio a tua mamma per la sua festa ed a te per averle regalato questo angolo. A presto...

il 12/05/2002 alle 12:40

Cara Paola grazie. Come vedi questa poesia e' stata scritta da mia madre alla sua morta quando lei era ancora piccola.... anche la mia e' morta nel 93....il tuo bacio comunque sono certa Le arrivera' fin lassu'....grazie BEtty

il 13/05/2002 alle 09:28