Sopra di te ho tremato di passione.
Tutta la Terra sapeva che ti stavo cercando:
Chiesi di te alla Montagna e alla Pianura,
né l'una né l'altra seppero indicarmi la direzione;
poi chiesi all'Aquila e alla Talpa,
la prima volò via, l'altra sparì sotto terra;
non sapevano nulla di te l'Albero, il Vento, il Tuono.
"Seguire me non ti porterà da nessuna parte",
disse l'Orizzonte, dopo un po' che ci stavo camminando sopra.
"E, comunque, non sei ancora pronto.
Quasi non riesci a vedere la strada sulla quale cammini,
come puoi sperare di trovarla?",
disse ancora, sorridendo della mia ingenuità.
"Se vuoi stare un po' qui, fai pure.
Mi faresti compagnia, ma perderesti solo del tempo."
Lo abbracciai, promisi che sarei tornato e subito ripartii.
Mi feci trasportare un po' dall'aria e un po' andai a piedi;
soffrii fame e sete; provai gioie e dolori;
vidi Morte e Vita passare sopra uomini e donne;
e poi, ad un certo punto cominciai a tremare.
Fu sopra di te, la notte che mi dicesti del tuo cuore,
del vuoto che i molti vi avevano scavato.
Chiusi la tua bocca con un bacio, e dissi:
"Lasciami vedere"
Toccai i tuoi seni e subito i capezzoli si inturgidirono,
Toccai il tuo sesso e subito questo tornò a infiammarsi di desiderio.
"Hai visto?" dissi.
"E questo?" dicesti tu, aprendo il petto e mostrandomi il tuo cuore
ferito.
Io ti abbracciai e i nostri cuori si fusero in uno.
Fuori pioveva, l'acqua straripava sull'ingresso dalla grondaia rotta.
"Non preoccuparti" dissi, "l'aggiusterò io, appena smette di piovere."
Tu guardasti l'Orizzonte, per la prima volta dopo anni.