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Pubblicata il 07/04/2006
Arricciato, freddo, come morto,
Sfinito, nelle mie stanze, sperduto,
Al pensiero, quasi un incubo, vuoto,
A braccia aperte; la bocca… Ah!
La bocca che ti chiama, non senti?
Amore mio, silenzioso, che sgusci via,
Ogni volta dietro il muro, muto,
Incrollabile, del tuo cuore deragliato,
Che non vuol dire, che non vuol fare,
1) Protetto,
Dietro scogli e scogli di riservatezza,
Troni di pietra, dai quali intoni il tuo canto.
Sleale, come il gioco del gatto col topo;
2) Giustificato,
Dietro il filo spinato della tua intelligenza;
Arbitro, cornuto, delle tue opzioni,
Priorità legittime, per Dio, ma troppo
Troppo affilate per la mia carne senza difesa,
Contro la violenza di un macellaio così abile,
Così impensabilmente refrattario
Alle mie braccia aperte,
Alla mia bocca che chiama,
Ai miei occhi, di quel bel verde che dicesti,
E così insufficientemente credibili, ora, ai tuoi.

Dove sei, stella orientale?
Lo so dove sei, Kristo santo,
Lo so anche troppo bene dove sei;
Oltre gli scogli, oltre il filo spinato,
A specchiarti in altri mari, meno infidi del mio,
Acque legittime, da bere, da tuffarcisi dentro,
Nuda e cruda, sicura, via, via,
Un tuffo via l'altro, lo so, cosa credi?
E c'è niente da fare, so anche questo;
Lo sa questa tavola, consumati gli angoli,
A girarci intorno, lo sanno queste sedie,
Che non ne ho risparmiata nessuna;
Lo sanno queste stanze, che torturo
Coi miei pellegrinaggi da sfollato.

Ma eccoci qua,
Io e te nel labirinto;
Io, io ,io... e te,
Senza parlare,
Con l'ombra, con l'Assiduo,
Tanta voglia d'ammore,
D'amare, affogare dunque,
O remare, oremare, orare;
Il mare, dunque, l'onde,
Naufragare o lasciarsi?
Andare, voglio dire,
All'assiduo, a pezzi, a bocconi...

Mia bella onda
Con la spuma, bollicine e tutto.
Mia bella rosa rossa,
Bella leonessa bruna,
Di sale, di corallo, che splendi,
Ogni notte, ogni preziosa notte,
Che non m'assiste il sogno,
Che precipito dentro il cuscino,
Stipato di piume, le tue, uccellino,
Aquila maledetta,
Che non ti dò retta,
Che ti chiamo, ti chiamo e ti chiamo
A tariffa intera, a tariffa ridotta,
Come un ladro, di sfroso,
Per berti a strozzo, a scrocco,
Bruciando schede su schede
(il vuoto è a rendere,
non si discute, se questo è il bello).
Ah! se mi mancano quegli scorci,
Quei bei punti di vista,
Le sforbiciate agli abiti tuoi.
Mio cuore, come mi mancano.
E tu che non ci crederai...
Il tuo profumo, i tuoi occhi,
(l'ho visto poi cosa diventavano,
Ogni volta che l'onda arrivava,
Oro... oro puro)
Tutto il tuo piccolo inviolabile regno.
Tu che non credi, ma sorridi,
Che dobbiamo stare leggeri
Come le barbe della polenta
Al vento, come la vela,
Come quando dici di no,
No, no, e ancora no.

Piccolo sole,
Piccola unghia di luna,
Inginocchiato ai tuoi piedi,
Tutta pronta una scorta di lacrime,
Eccomi qua a ancora a protestare
La tua santa promessa...."
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