Bolscevico, sei sceso sui pirici asfalti
Preso da chissà che smanie ormonali
Lasciate le aule i catafalchi e i corridoi
I piedi per strada e i capelli dati al vento
Di timido aprile, fuori!, al sole bianco
E giù, nel gran fiume pulsante di posse
Ganghe d'ateneo, fauna da liceo, tutti
Diluiti nella parata grottesca d'un corteo!
Oh, lo spettacolo - le facce, le kefiah
I rasta inveterati, all'aria tersa solvente
Fra svolazzi boemi di fogli e foulards
Le testate bolsceviche - oh, Molotov!
Ed entra, e permea il pavé e le colonne
Ancora una volta la rivoluzione buona
E di nuovo fluisce la ganja tra i portici
Garrula e sfrenata come un fiume in corsa!
Sì, cappello in tasca e pantaloni da pagliaccio
Per sentirsi tutti alla Comune di Parigi!
La sagra del comunismo aperta a gote sedicenni!
E balli, sfacciato - hai la folla negli occhi
E nei ginocchi rimbalzano ritmi tribali
Orgiastici, marxisti e giamaicani - che bello
Assetati seguire la scia del dettato pogante
Di un carrozzone barcollando per i vicoli
Oh, quant'è orfica questa festa! Questa canzone
Che ti spara alla bocca sorridenti cannoni!
E i plotoni, le gualdrappe dei popoli oppressi
E i compagni di Modena, e i compagni di Ferrara
Dentro ogni angolo del grembo delle Americhe!
Aste e microfoni - imbandiremo il giorno, sì
Alla rincorsa, la destabilizzazione del sistema
Ci prende la mano - e la congiunge, allegra
E trionfale come il Caso, a quella bolscevica
Compagna di lotta. Uno sguardo - ma è lei
Giorno felice! Come sono orfici questi cortei!
Fanculo i sindacati! Il socialismo ti spalanca ponti
E manderete al diavolo, insieme, i catafalchi e i corridoi
Seduti sopra al Sole! Muratura mirabile, è genesi
Come dire? - del miracolo sociale, questa
E le ali che ha messo la città, solo per noi
E perché, muratura mirabile, sbatti in faccia
Alla nostra giovane militanza il fratello operaio
Che sprezzando i nostri fervori, alla finestra
Seminudo trionfalmente assiso, balla?