La mia amata sta in cucina;
Lo vedo quando scendo dalla macchina,
Vedo accesa la lucina.
Pare una comica:
Io che alle otto di mattina
Dico "Ti amo" a una finestra,
Il fiato che svapora nella brina,
Immaginandola in pigiama
Mentre prepara attenta la bambina,
Attenta ad ogni minimo particolare:
Al grembiulino, alla cartellina.
Penso al marito che la chiama,
"Amoreeeee, dov'è che hai messo quella cravattina,
Sai quella che comprammo un anno fa...?"
Lo invidio tanto però ne ho anche stima,
Ci vuole un gusto particolare e un talento
Per conquistare la donnina.
Lo ammiro ma di riflesso gratifico il mio orgoglio.
E' un gioco sporco, una pantomima,
Ma cosa vuoi, io l'amo così tanto,
Non c'è fondo che non toccherei pur d'accostare
Le labbra mie alla sua bocca, come prima,
Quattr'anni fa, la volta che chiamò,
E due secondi dopo s'era già in cima
A tutta una montagna di passione e di sgomento.
Sgomente le dita mie che volavano, come uccelli di rapina
Sulla "Peldoca" che increspava la sua schiena,
E sulle calze nere, sotto la gonna cinerina;
E sul petto suo agognato, come tra le tette di mammina
Poggiai il capo, e respirai il profumo:
Eden si chiamava, guarda caso, la pozioncina...
"Ed il core mio, smesso lo smorto battito
Fermossi, un attimo, e poi,
Mercè l'Amor della Divina,
Rinaque a nova vita, e sol per lei,
Da quel momento batte e per l'adrenalina
Che tutto il sangue e 'l corpo infiamma
Per via del desiderio folle che vicina
Giorno e notte la vorrei, la mia Regina".
Bella come un'Aurora Boreale,
Come la Neve a Natale,
Come a Rio de Jeneiro il Carnevale,
Bella da instupidire,
Bella da tormentare,
Bella come un veliero in mezzo al mare,
Come i miei sogni, quando sogno di volare,
Come il calice d'oro sull'altare.
Giorno e notte la vorrei, e invece,
Giorno e notte mi tormenta
Del mio peccato, il rimorso,
Sì forte che l'asprezze sue trasforma
In dolci pene che volentieri sconto
In attesa di saldare il conto.
La mia amata sta in cucina,
Lo vedo quando scendo dalla macchina,
Vedo accesa la lucina...