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Pubblicata il 25/03/2006
‘A papaggnèlle

Kum’a nu dòrce sune
da dind’ò Sèmbètèrne
fóre citte citte aghissce
è pp’u munne fernissce
aunènne ssckitt’ammòre
è ppekundrìje nd’i kóre.
Pare nu dòce ngandalape
nda ‘na kundróra kavete
d’ò timbe ka nessciune sape.
Òggnèkkóse se sscéte!
Nda tuttekuand’i tratture
chjaggnènne de prejèzze
u vestjame ngiaramìje.
Frèmmene i meteture
i favece lustre lustre.
A ‘kkussì nda sta manére,
nd’a magaggìje asskurde
è nd’a papaggne malakkurte,
‘a tèrre, ka và fujènne
k’i ciuciuppill’ò’ vinde,
de tande andande rire.


O b l i o

Come una dolce melodia
dal ventre di Dio
in silenzio vieni fuori
e per il mondo te ne vai
fondendo solo amori
e mestizia nei cuori.
Sembra un dolce incanto
in un caldo pomeriggio
assai lontano.
Ogni cosa si risveglia!
Tra i sentieri
lacrimando di gioia
le mandrie incanti.
I mietitori fermano
le lucenti falci.
Così in questo modo,
nel fascino dimentichi
e nell’incauto oblio,
la terra, fuggendo
tutta scompigliata,
di tanto in tanto ride.
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Una poesia bella piena di musicalità, di suoni affascinanti. In quale dialetto hai scritto? Non mi sembra napoletano. Piaciutissima. Ciao.marina

il 25/03/2006 alle 18:43

e invece e' proprio il napoletano il cavallo su qui galoppano queste rime. Forse l'unico dialetto davvero in grado do farlo con codesta maestria.

Complimenti chilino,
fossi in grado io di scrivere in dialetto, non farei altro.
Ciao, Dec.

il 26/03/2006 alle 01:10

Dialetto pugliese, propriamente di Lucera (Fg). C'è, in detto dialetto, un mix di tanti popoli perchè anticamente questa Città è stata d'importanza strategica trovandosi tra lo Stato Pontificio e il porto di Brindisi. Greci, Romani, Spagnoli, Federico II, e tanti altri hanno posto in questo luogo i loro centri di potere. Oggi si possono ammirare monumenti grandiosi: l'Anfiteatro romano (il più grande d'Europa), la Fortezza Svevo-Angioina, il Duomo di stile gotico romano e tanti monasteri perchè qui Federico II portò 25.000 saraceni dalla Sicilia. Un caro saluto. Pasquale

il 26/03/2006 alle 07:57

Potrebbe essere napoletano, ma non lo è: è dialetto dell'alta Puglia, propriamente di Lucera (Fg). Ci sono molte affinità con il dialetto napoletano per i trascorsi storici dei diversi duci e nobili campani che si sono portati nella mia Città perchè l'importanza strategica di Essa serviva a tenere sotto controllo i movimenti dello Stato Pontificio verso il porto di Brindisi. Grazie per i complimenti. A presto. Pasquale

il 26/03/2006 alle 08:04

...favolosa, è davvero una dolce melodia...e letta in dialetta è affascinante! Un saluto

il 26/03/2006 alle 13:58

A volte si pensa che la poesia debba essere solo in lingua madre. In realtà il dialetto evidenzia più che qualsiasi altra lingua i veri sentimenti dell'animo umano perchè ci fa essere veri. Ti ringrazio per i complimenti. Sto scrivendo per lucerabynight la storia della mia Città per mettere in risalto quanto i miei concittadini stanno perdendo di un passato che potrebbe dare loro anche molto per vivere degnamente! Grazie per i complimenti. Un abbraccio. Pasquale

il 26/03/2006 alle 18:21