Capita
nella notte fluida
che la voce amica si allontani
in imbuto evanescente di silenzio
come se una nenia prepotente
appesa alle mie palpebre
le tirasse giù con forza di cometa
capita
che il reale divenga scatola di luce
e chiusa fuori dalle sue barriere
la mia coscienza si disegni
di parole che non conosco
che sfuggono alla memoria cieca
capita di esserci senza saperlo
destati, ancora, oltre l'oltre
dala voce amica