In principio era mare…
il trionfo di un doppio inghippo che si offre in arte. Non un errore. Solo una diversa qualità di arte.
Senza di lui non ci sarebbe l’alternanza tra il giorno e la notte.
Dovrei chiederli scusa perché ho chiuso le imposte della mia finestra.
Ora non mi accompagna più ogni giorno dall’alba al tramonto.
Il mare così scervellato va in giro senza pensarmi. Quando
m’incontra rimbalza e corre da un’altra parte.
Se protesto la luce tira dritto per la sua strada...sono io che conservo il ricordo dell’incontro.
Il mare appare quello che è : illimitato sottratto alla legge del tempo.
Non ti amo perché
Ti sto amando
In rivoli mi srotolo
In fiume rosso o salato
E dimora colgo
Pensando sia verità
Lasciami partire gravida di te, aperta in seno con il tutto delle cose.
La tua ombra fa cose
Fisicamente impossibili
Di tempo sovrapposto in
Nude piaghe che fan precipitare
L’allegoria nel Puro
Della disumana passione
Sono l’iscrizione che fa perdere
Il fenomeno alla luce
Del volere al volere
Che non necessita alla libertà
Ecco! Mare
Senza un perché levo lo sguardo agli oggetti
Del tuo abbandono e assolutamente
Nulla all’essere là dove io ero
Lenzuolo (al pari di un eclissi totale di un giorno d’estate
che assorbì ogni spazio della mia memoria)
Mare che illusione!
Se io non fossi il peso
Lo stretto bisogno dell’uomo
Paradigma di crocifissione
Dove potrei incontrare l’uomo
E riprendere tra gli altri il suo farsi altro?
Adesso sono qui
Ferma ad un angolo della strada
Con le spalle al muro
Ed ai miei piedi
Una ombra disegnata con precisione
Il vento increspa la chioma
Nulla scrive il resto
Ma l’olivo abbassa la testa
E morde la terra