Lungo questi muri incrostati da sempre
adusa rasente mi muovo,
ho capelli d’ombra impastati
di calce e formiche,
da sempre mie amiche
che non se ne vanno mai.
La strada mi tenta: ci son buche e anfratti
da riempire dove annidarmi potrei
per la notte e svegliarmi d’asfalto
vestita priva di vita
leggera come non mai.
Ma non me ne vado, non posso lasciare
passare i viandanti senza sperare
che uno si volti di scatto
e catturi il mio sguardo,
riprenda il cammino un po’ più leggero
non ricordando di aver visto mai
due occhi sgranati nei segni sul muro.