Emergo dalla notte, dal sogno tu ti affacci,
la luce ci trafigge le mani.
Prima che si perda nell’oggi questa stanca
visione, ascoltiamo la strada rinascere.
La tempesta se n’è andata, e la nebbia si scioglie
bianca come nuvole abbandonate,
alza il sipario al sole, sprofonda nella terra
umida, fino alla prossima rappresentazione.
Non guardiamo oltre l’ultima bruma,
non sappiamo se il cielo si sia rigenerato
o lavato il sole per esser così nuovo
e non c’importa niente il come…
Oggi ci abbracciamo come vecchi nemici
si studiano le schiene, confusi tra le spalle
e il ventre, sentiamo un diverso pulsare.
Oggi riconoscersi fa male.