Inquieti fruscii di
capelli corvini
Sussurri di passione
nei mogano riflessi
Immerso in ipnotica trance
odorandone i profumi
Sorrisi di stupore emergono
dal mare in tempesta
L'universo oscura il mondo
lasciando il suo viso
come unico elemento
lasciando il suo viso
come unico alimento
Apprendere il sapore della pelle
mordendone il candore
Arrossarne la vita
gustandone l'emozione
Labbra socchiuse sognanti carezze
percuotono con violenza
l'inquieta volontà
di oblio
Eplorare il corpo creandone il disegno
scolpire nell' anima
i sinuosi sentieri
Pianeti e lune osservano
orbitando tra le anime
Sollevando oceani
a volte freddi
a volte incandescenti
sempre frementi
Una notte, nel cuore
desiderare una notte
per sconvolgere le vaghe
fredde sensazioni
dell'immortale roccia
adagiata in siderea oscurità
Esplodendone il fuoco
che mi consuma