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Pubblicata il 15/01/2006
Ho sognato di scrivere
chiusa nel Gelo del nord:
Ogmios cercava una fanciulla innocente
che si flagellasse a pensieri di cristallo.

Poi, nelle pieghe sinuose della fronte,
Seta di Persia vergata a caratteri arcani
- dentro -
qualcosa da Ammazzare.

Mi umilia il dolore per le colpe veniali
la mia condanna diventa un tuo privilegio,
fino a quando incurante di me
mi decanto in Oggetto.

Ho acceso le candele a Gennaio stanotte alle quattro.


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E' una poesia tanto complicata quanto profonda...
Perdonami, ma non me la sento di darne un qualche genere di interpretazione... Il punto è che mi ha catturato parecchio... per motivi che non riesco a capire...
Un salutone.

il 16/01/2006 alle 03:15

ciao Megrez... si, è un po' complicata! Ogmios è il nume celtico della parola, tiranno che incita alla scrittura fra i geli del nord. Mi sono ispirata a lui perchè, quella notte, era nato un impulso irrefrenabile a scrivere nonostante il "freddo" fustigasse le mie ossa. I celti furono un popolo nomade che divenne stanziale nelle regioni indoeuropee... la Persia, Persepoli... Alessandro Magno, Dario il Grande... erano tutti molto presenti nella mia mente e, in quella fredda notte, mi hanno guidato la mano e il cuore in un connubio di realtà e fantasia. Molte volte non capiamo la ragione delle cose che ci accadono... se ti il brano ti ha catturato vuol dire che hai intuito l'ansia, la irragionevolezza di uno scrivere che potrebbe esserti congeniale... io credo. Spero di esserti stata d'aiuto. Grazie per il commento, un abbraccio

Donatella

il 16/01/2006 alle 22:12

Forse te l'ho scritto in altri commenti ma le tue poesie (che in ogni caso mi piacciono subito, a prima lettura) mi creano tutte una strana inquietudine...
Ciao,Antonio

il 11/02/2006 alle 15:39