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Pubblicata il 12/01/2006
Ho steso il mio dolore
Alle finestre del mondo
Ho atteso in vano qualcuno
Consolazione comprensione
No.
Non appartengono a questo.
Non a questo vuoto.
Non sono di queste parti.

Terra straniera in me
nature vuote in languidi spazi
Sguardi lucidi di follia
Poso il volto sull’asfalto umido
E perdo…
Perdo il contatto attivo
Curo antiche distorsioni
Crepe sanguinanti
mai sanate
ne mai lo faranno

No.
Non tu
Ma i miei incubi
Mi accerchiano ora.
Indifesa su questo asfalto.
Ratti dietro di me,
Serpi dentro di me,
Occhi di sangue che strisciano sulla pelle
E perdo…
Perdo il mio corpo
Sotto le tue ossessioni
Le catene chimiche delle nostre unioni
Le nostre
Distruttive battaglie amniotiche
No
Non puoi avermi
E non mi avrai.

Non la mia anima
Non la tua sudicia saliva
Ha eroso la mia corazza.
Ora no.
Il mio corpo ti risponde
Anche se lo vendo
Su questo strada oscura.
Ho attraversato
Crune di aghi troppo larghe
Per non passarci in questo
fottuto
paradiso
di plastica.
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dck

C'è che di te, delle tue infinite diversità, dei tuoi modi gentili o sgarbati non mi riposo mai

il 12/01/2006 alle 19:53

Ciò che mi ha colpito della tua lirica è la forza con cui eprimi il dolore che non è ripiegamento su sè stessi, ma energia disperata. Bella. Marina

il 13/01/2006 alle 09:33