PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/12/2005
Camminavo,
navigante di citta'
tra gente che oscilla
tra uno scopo e la notte
tra gli affetti e la noia
tra un'eccesso e la piatta
sulla mia corda ben tesa
piedi nudi e nient'altro.

Navigavo,
viandante sull'acqua
tra uomini che fuggono
da un paese di fame
da un'amore lasciato
da un ricordo dolente
sull'orizzonte accennato
puro sguardo e null'altro.

Ora che abbiamo
gettato alla fonda
l'ancora di marmo,
marinai perduti
senza citta'
senza orizzonte,
facciamo un giro alle carte
beviamo rhum su di un cargo
che ha radici e non parte.

Brindiamo a cio che avevamo,
Marsiglia ci guarda.

"Dedicata a J.C. Izzo"


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guarda in cielo...stanno cadendo cinque stelline per te....mare...

il 30/12/2005 alle 19:36

Non-commento: sono stata a Marsiglia solo un'ora, tornando da un viaggio catastrofico in Spagna. Partiti in due eravamo tornati in due unità distinte, ormai distanti. Ricordo che era il 15 agosto e che c'era la processione alla Madonna dell'Assunta.
Ed io mi sentivo una barca vuota, una zattera forse con àncora di marmo in un mare di pietra. Non so se faceva più rumore l'attrito del mio arrancare o del nostro procedere.
Commento: Lucida poesia sull'eterno viaggio che è faro azzoppato del nostro intimo. Specchiarsi talvolta nel disagio degli altri non è consolazione. Non sempre mal comune mezzo gaudio. Ti abbraccio forte

il 04/01/2006 alle 15:07

Versi che parlano della vita, del suo lento scorrere e delle promesse che spesso attendiamo invano, il mio voto e il mio saluto, mati

il 04/01/2006 alle 15:45