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Pubblicata il 26/12/2005
piccola stanza di cubica tristezza
siede al pieno centro
l'omino strambo
barba e capelli incolti
come addobbi del suo male:

Lisa cos'è l'amore?
perchè queste mura mi crollano addosso?

ho dipinto le pareti di nero
così quando è giorno
mi sembrano soffocanti
è quando è notte...
ed è lì che ho paura...
i volumi si annientano
le mura scompaiono
e quel buio diventa INFINITO.
Infinito...capisci?
e mi perdo in me stesso tanto che il viaggio di
ritorno non è sopportabile..


Lisa come ci riesci?
sembri inattaccabile..

Pensaci bene tenero romantico...
sono come la tua stanza
il sole mi racchiude tra quattro mura
ma la notte...
ed è lì che respiro
le mura scompaiono
e tutto diventa INFINITO
nel mio cuore nelle mie dita stanche
nel mio dare senza mai chiedere.
Così...stronza come sono
gelosa del mio dolore
nessuno conosce le mie lacrime!

...Cos'è l'amore???
...Conosci altri modi per esorcizzare la morte?


Pensaci bene tenero romantico...
siamo tutti delle stanze
cambia solo la tinta sui muri.



p.s. a Saverio con tutto il mio affetto.
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personalmente non mi reputo una stanza.

il 26/12/2005 alle 18:48

cosa ti turba nella metafora?la stanza anche nella psicanalisi è intesa come anima....cmq esistono sempre le eccezzioni!vega

il 27/12/2005 alle 12:07

mi piace chi scrive cosi...come dici tu delirante!ma cio non determina sempre comprensione...credo di aver captato ma no ne sarei così sicura...vabè un bacio...vega

il 27/12/2005 alle 12:11