Questo "scritto" è datato qualche mese fà, avrebbe dovuto segnare il mio addio definitivo allo scrivere! Voleva essere un modo per conciliare prosa e poesia, per raccontare in un respiro la mia adolescenza, raccontare la storia di un'amicizia nata e cresciuta nel dolore e persa nel tempo. Voleva essere un modo per abbandonare la penna e la carta e cercare altrove qualcosa! Per chi avrà la pazienza di leggere (mi rendo conto che è un pò lunghetta) tutto ciò che è scritto è puramente reale, nomi compresi!
Non senti il suono cupo che viene dal mare?
Gli echi delle morte stagioni
inebriano il cielo terso
e ci perdiamo, amico mio,
nell’infinito buio marino.
Le barche che ci attraversano
sono solo fantasmi di marinai defunti,
rapiti dalle onde.
L’Estate non tornerà a scaldarci
nei letti improvvisati chissà dove,
sulle rocce che ci rompevano i fianchi,
adesso viaggiamo separati, soli,
dormendo in un’auto a qualsiasi ora del giorno
senza più nemmeno rendercene conto.
Inseguendo un sogno più grande di noi,
un sogno che non ci appartiene
per la stessa legge naturale che ci ha unito
e ci ha separato.
Le musiche lo so bene, sono le stesse,
quelle di sempre, quelle stesse
che ci facevano volare nei pub più squallidi,
quelle stesse elettriche impazzite
che suonavano nei nostri timpani.
Le stesse melodie che ci suonava Matteo,
mentre abilmente rubavamo da mangiare,
cercando di mantenere soldi per pagarci l’entrata
al solito orribile rifugio d'anime perse.
Di chiedere elemosina ai nostri genitori, ricordi,
non se ne parlava, e dividevamo sigarette come spinelli,
bevevamo lunghi sorsi dalla stessa bottiglia,
dividevamo il sonno per fare la guardia
alle nostre piccole canne da pesca,
ripescate qua e là dai garage dei nostri nonni.
Le poesie scritte sulla spiaggia…
chissà quante ne avrà sepolte la sabbia,
chissà quante ne abbiamo dimenticate.
Quel qualcosa che ci unisce rimane in noi,
ci divide e ci avvicina ogni istante di più,
ti amo e ti odio per quello che mi hai fatto,
mi ami e mi odi per quello che ti ho fatto,
e non alzerai mai più la cornetta per chiedermi una birra,
non alzerò mai più la cornetta per chiederti una sigaretta,
è questa la nostra Natura!
Per quanto possa valere la tua costosissima giacca,
la tua cravatta di seta rossa (gli ideali non muoiono mai),
la mia tuta sporca di grasso,
la mia sedia personale al solito bar,
per quanto il tempo abbia cancellato le tracce,
per quanto la sabbia fredda abbia coperto le cime,
per quanto possiamo far finta di negarlo,
la Strada è l’unica legge che ci appartiene.
Non dimenticarmi amico mio,
non ti dimentico… ovunque tu sia… ovunque io sia…
Siamo sulla stessa strada, su corsie parallele,
siamo nella stessa strada, respiriamo lo stesso catrame,
siamo uniti e soli nel nostro dolore,
siamo uniti e soli come forse lo siamo sempre stati.
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