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Pubblicata il 18/12/2005
(avevo già pubblicato la prima parte di questa poesia e finalmente ho scritto la seconda...)

Il sole si perde nel bacio dell’acqua,
il fuoco si accende, ritorno alla casa
nella stanza tiepida che mi ristora,
alla penombra, nei sogni che ho
riposto in attesa di sapere cosa
mi vogliano dire, misteriosi amici
della solitudine, e rivedo te.

Non come sei ora ché non ti conosco,
nemmeno com’eri ché non ti ricordo,
pagliaccio di ieri io lo so chi sei,
ma non mi rispondi, né io chiedo mai
risposte alle carte, alle pagine folli
sfogliate per gioco, per curiosità
sapendo che mentono a dire “non so”.

E tutto è fasullo, il trucco di un clown.

La notte smarrita che bussa alla porta:
le apro le braccia e poi lascio che
dipinga il mio viso, il naso e la bocca,
ma gli occhi no, quelli rimangan così,
che restino puri, inermi, a scoprire
che niente è cambiato in questa mia stanza
da allora, che venne a sognarmi Pierrot.

Da allora son secoli, millenni, eoni
di separazione da ciò che non fu
che immaginario colore dell’iride
spettro di dolci menzogne gettate
nel fuoco che ho acceso ricordando te
nel sole che poi si sviluppa del mare
e torna a mostrare la sua verità

che tutto è fasullo e qui finirà.
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...mi ricordo di averti letto la prima parte,
una poesia particolare, piaciuta,
appena posso passo a leggerti.
ciao
valnea

il 19/12/2005 alle 15:50