Scende il contorno di te dai miei occhi
Fino a raccogliere l’essenza soave dei respiri
Catatonici.
Scende l’odore liquido di appartenenza,
Fino alla gola,
Fino a divorare il cupo riflesso del tuo cuore.
Scende l’errore meccanico di un bivio corporeo,
le somme estremità tattili esplodere sotto il tuo calore
Fino a desiderare di averti,
Mia,
Fino a sezionare il tuo altare.
Scende il sangue venoso di umana incoscienza,
Fino a pulsare in metabolici organi,
Fino a sentirmi vivo,
Fino a sentirti viva.
Scende la voglia livida che ristagna nel mio corpo malato
Fino a bramare,
Fino ad agognare il tuo perfetto sincronismo cellulare,
Fino a non volere altro,
altro che il semplice gusto amaro
della tua eterna assenza.