PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 10/12/2005
I

Marcello era una brava persona
un serio lavoratore
la tuta macchiata di bianco
e un grande grande cuore.

Quando passava al mattino
la sua bicicletta rossa
davanti alla mia finestra
il cuore mi dava una scossa.

Sentivo i cani per strada
al suo arrivo abbaiare
ma lui non se ne curava
continuando a pedalare.

Marcello amava il cantiere
- lavoratore indefesso! -
pure se era domenica
lui ci andava lo stesso.

Diceva: "Troppo mi piace
aver nessuno vicino
quando sistemo i mattoni
e tutti li incalcino!"

A volte tornava di notte
- tal era il suo attaccamento -
a "controllar che per bene
si fosse indurito il cemento".

Io stavo ad aspettarlo
ah le serate sane!
e tendevo l'orecchio
per l'abbaiar di un cane

che segnalasse la bici
rossa che ritornava
ma a volte lo precedeva
il sole che s'alzava.

II

Ma ero giovane allora
di tempo n'è passato
e Marcello è da tanto
che l'ho dimenticato.

Finché ho aperto un cassetto
e i ritagli ingialliti
mi son piovuti in grembo
da lustri più graditi.

Pagine di giornali
di un tempo che già fu
raccontan le notizie
di chi or non c'è più.

"Ultimata la villa
dell'industrial Rezzonico
trenta stanze, servizi,
e bunker antiatomico".

"All'inaugurazione
i notabil del loco
non si sono sottratti,
ma c'è mancato poco

che fossero sommersi
dall'acqua che dal tetto
è scorsa giù copiosa:
colpa dell'architetto?"

"Hanno chiuso la villa
appena inaugurata
hanno fatto i bagagli
e l'hanno sgomberata".

"Clamoroso! l'impresa
per il demolimento
ha chiamato gli agenti.
Pare nel basamento

dov'è il bunker sepolta
dai piloni in cemento
han trovato una mano.
Riconoscono a stento

Mariolina Meucci".
Chi l'avrebbe mai detto! -
una ch'era fuggita
col maestro di fioretto

lasciando solo a casa
il povero Marcello
che cornuto e mazziato
la bici col cestello

inforcava ogni giorno
(e spesso anche la notte)
per andare al cantiere
a farsi le ossa rotte.

III

Ma quello che stupisce
di tutta la questione
è che in realtà Marcello
di mera professione

non fosse muratore
e tampoco manovale,
non era l'architetto
o l'ingegnere edile,

non portava i panini
a quei lavoratori
eppure il suo cestello
quando veniva fuori

pareva più leggero
più svelto era il pedale
eppure ritornando
la strada sale, sale...

Un giorno m'ebbe a dire:
"Finito è il mio tormento,
sia benedetto e santo
chi ha inventato il cemento!"

E ancora oggi mi chiedo
cosa volesse dire.
Solo una cosa è certa:
finito è il suo patire.
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l'ho letta a mio marito che ha commentato "che bruta roba".. a me invece è risultata davvero simpatica (sarà il mio lato "dark" nascosto che ultimamente si fa sentire!) ;-)
A.lisa

il 10/12/2005 alle 16:48

è lui il bruto se non la capisce! ;) grazie

il 10/12/2005 alle 17:07

ma ce l'ha portata pezzo per pezzo Mariolia il buon Marcello?hihihi io la trovo davvero ben scritta, noir e ironica al contempo.

il 10/12/2005 alle 17:12

sì è per questo che i cani abbaiavano!

il 10/12/2005 alle 17:35