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Pubblicata il 07/12/2005
A un terzo del cammin della mia vita
mi ritrovai all’improvviso una mattina
allo specchio a rimirar il mio bel viso
e anche tutto quel che stava sotto

Non mi ci volle molto tempo per scoprir,
benché l’intelligenza non la usavo,
che quello che vedevo nel riflesso
per l’altrui dell’altro sesso era diletto

Per gioco e per dispetto alle apparenze
imbrogliai non solo gli altri ma me stessa
con finti sguardi dolci e appassionati
in cambio di un possibile profitto

E quando, per la prima volta un uomo ricco,
disse per te darei la vita, promettendo
amore eterno al chiar di luna, gli credei
ma non lo amavo, poiché l’intelligenza non la usavo

Con la benedizione ed i sospiri dei parenti tutti
io quell’uomo ben presto lo sposai ma senza amore,
solamente per i mari e monti che promise
e non mantenne, quel dì sotto le stelle al chiar di luna


Ora, nel mezzo del cammin della mia vita, son qui da sola
chè l’ avvenenza antica è già sfiorita, vendo amore
a chi lo vuol comprare perché null’altra cosa io so fare
A chi mi dice, si vede che sei stata una signora,

abbasso gli occhi e non dico niente.


*Non è autobiografica, ci tengo a dirlo, non si sa mai!*
un saluto a tutti
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il contenuto è toccante, ma la lettura rimane pesa.
però mi piace come soggetto l'andata giovinezza d'una lei, che apre gli occhi troppo tardi!

complimenti ombra!

il 15/12/2005 alle 18:04

mi sono divertita a scriverla...
ciao e grazie d'avere apprezzato
un abbraccio

ileana

il 18/12/2005 alle 00:33

E se avesse cantato "non sono una signora"?
Magari nessuno le avrebbe creduto, un sorriso, mati

il 19/12/2005 alle 22:34

...però, forse, avrebbe avuto sucesso
come cantante...non come velina, la cui dote, a volte, è solo la bellezza!
ciao un abbraccio

ileana

il 20/12/2005 alle 07:42