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Pubblicata il 06/12/2005
Contemplo ancora,
immobile ed estatico
l’immagine evanescente
d’un possidente d’animo sublime,
incontro fugace per sorte o per ingaggio
in quel dì che la memoria testé adora.

Non di parola comune è il senso
d’ogni suo gesto
né aneddoto compiuto
ch’io abbia a raccontare potrà siffatto
dell’intima sua essenza celebrare.

Oltre il tempo e per generazioni andare
del suo esempio ispirerò vita e
adornerò natale;
in questi giorni di miracoli avari
tra la gente, miope e irriverente
prospera silente il mistero evanescente..
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molto classica come struttura ma molto bella, le tue parole e i tuoi versi in cui le parole sono invertite danno un senso di illusione e di evanescenza. E dimmi cos'è questo mistero evanescente?

il 06/12/2005 alle 14:25

Non sono sicura di averla capita... del resto è evanescente! Però mi suona davvero "avventizia".
A.Lisa

il 06/12/2005 alle 22:43

Credo di cogliere nei tuoi versi l'impronta del Divino, a cui ispiri la tua vita.
Un saluto e tanti auguri, mati

il 19/12/2005 alle 22:55